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Panini Comics, in arrivo i fumetti Marvel tradotti in italiano e digitalizzati

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Sabato 29 ottobre alle 14:00, presso la Chiesa di San Giovanni, Panini Comics racconterà al pubblico di Lucca Comics & Games i dettagli della maxioperazione di traduzione e digitalizzazione geolocalizzata del patrimonio di fumetti Marvel Comics che vede protagonista Capitan America, Thor, Deadpool, Spider-Man e tantissimi altri grandi personaggi.

Le collezioni e i volumi in italiano, francese e tedesco saranno disponibili sulle maggiori piattaforme: ComiXology, Amazon Kindle, Google Play Libri, Apple iBooks e Kobo Books, tanto per cominciare. Oltre cento volumi saranno lanciati in edizione digitale in contemporanea mondiale e messi a disposizione per la lettura su tablet, smartphone e ogni altri tipo di device elettronico.

“L’arrivo dei titoli Marvel in formato digitale doveva succedere da tempo e, probabilmente, è uno dei lanci di e-book più atteso di tutti i nostri mercati, afferma il direttore editoriale del gruppo Panini, Marco Lupoi.

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Marina Pierri

PayPal entra in negozio: in Italia si potrà usare in Autogrill

(Foto: Maurizio Pesce / Wired)

Da oggi puoi usare PayPal anche sulle app e sui siti H&M in Italia, oltre che in Francia, Spagna e Regno Unito. Per pagare basta un tocco, senza necessità di immettere nome utente e password. Le finalità sono due: quella di garantire una transazione comoda e sicura e, non da ultimo, quella di offrire una customer experience facile e personalizzata. H&M si aggiunge così ad altre importanti catene e brand. Puoi già pagare con PayPal sugli store online o tramite le app di Unieuro, Ikea, Mediaworld, Guess e Gucci. Sarà PayPal a farsi anche carico delle spese di spedizione degli acquisti che vuoi restituire, andando così a rafforzare le proprie politiche in favore della tutela degli utenti.

L’avere stretto una nuova alleanza è una mossa intelligente e che avevamo già previsto quando, durante l’estate del 2015, PayPal e eBay hanno preso due strade diverse. In un momento particolarmente fiorente per l’ecommerce, che in Italia sfiorerà i 20 miliardi di euro nel 2016, è opportuno riuscire ad offrire un’esperienza d’uso gradevole, sicura e che sia da traino anche sui dispositivi mobili i quali, nel contesto italiano del commercio elettronico, vengono sempre più impiegati per lo shopping. L’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano ha registrato una crescita del 63% degli acquisti fatti via dispositivo mobile, per un importo vicino ai 3,3 miliardi di euro.

Indicativa della volontà di inserirsi in un mercato trasversale che soddisfa i bisogni di persone di qualsiasi sesso e età, rappresentata anche dalla sinergia con Vodafone Pay, che ti permette di inserire anche il tuo account PayPal in quelli gestiti dal servizio di Vodafone, per pagare direttamente con il tuo smartphone. L’espansione di PayPal passa anche dagli store fisici: dallo scorso mese di settembre puoi pagare usando il telefono anche negli Autogrill distribuiti su tutto lo Stivale.

Nel frattempo PayPal ramifica sempre più Check-in, il servizio che permette di pagare direttamente con lo smartphone in diverse occasioni e che forse hai già usato durante fiere, mostre e festival. Lo scopo ultimo è quello di indurti a lasciare a casa il portafogli e, con il solo smartphone, riuscire a fare tutti i tuoi acquisti, dai più piccoli a quelli più impegnativi.

PayPal Holdings, dicono i numeri presentati giovedì scorso, è sulla strada giusta: il terzo trimestre si è chiuso con ricavi in aumento del 18,1% a 2,67 miliardi di dollari e profitti in crescita a 323 milioni (contro i 301 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente). Gli utenti su base annua sono cresciuti dell’11% e sono oggi 192 milioni.

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Giuditta Mosca

Serie in streaming, gadget e veicoli autonomi: ecco chi sono i cinesi di LeEco

(Foto: LeEco)

Prepariamoci a sentire parlare sempre più spesso di LeEco, società cinese come nessun’altra, ma che come molte altre conterranee ha intrapreso recentemente il suo progetto di conquista dell’occidente. Con l’evento tenutosi la scorsa settimana a San Francisco, il gruppo ha annunciato l’arrivo negli Stati Uniti di una serie di prodotti impressionante non tanto per numero quanto per varietà. Telefoni, contenuti digitali, TV, un visore per la realtà virtuale, un set top box, una bici elettrica e perfino un concept per un’auto a guida autonoma sono stati al centro degli annunci dell’evento californiano durato più di due ore.

Nato in Cina dall’imprenditore Jia Yueting come semplice portale video nel 2004, sotto il nome LeTV il gruppo ha impiegato qualche anno a farsi conoscere, fino a quando il suo servizio di streaming ha iniziato finalmente a riscuotere successo. Definita dai media erroneamente “la Netflix cinese” (semmai è vero il contrario) ora la piattaforma offre 6mila film e 120mila puntate di serie TV tra le quali spiccano diverse produzioni proprie, ma è solo uno dei tasselli di ciò che è oggi LeEco.

LeEco content

Negli ultimi due anni infatti l’azienda ha potuto utilizzare i suoi contenuti come base per la vendita di prodotti di diverso tipo, come telefoni e TV: nel 2015 è arrivato il primo smartphone e nel 2016 il cambio di nome in LeEco ha reso chiaro definitivamente che le ambizioni del gruppo erano quelle di creare un ecosistema di prodotti coerente e unitario. Quest’estate la società ha acquisito per due miliardi di dollari il produttore di TV statunitense Vizio proprio per espandersi più agilmente negli USA e oltre.

 

(Foto: LeEco)

La crescita in patria è stata impetuosa, tanto che LeEco oggi si definisce un mix tra Apple, Amazon, Paramount Pictures, Tesla, Uber e Netflix. Immodestia a parte, effettivamente oggi la società progetta smartphone, vende online tramite il suo store LeMall, produce contenuti video propri, è entrato nel business dei veicoli elettrici e continua a crescere nel segmento dello streaming online. A differenza di molti dei soggetti chiamati in causa nel paragone però — e in modo più simile all’approccio adottato dai conterranei di Xiaomi — i suoi prodotti di massa sembrano più mirati a chi fa attenzione al portafogli.

(Foto: LeEco)

I gadget lanciati negli Stati Uniti ne sono una testimonianza: lo smartphone portabandiera del gruppo, Le Pro3, ha tutte le caratteristiche del telefono bomba dal prezzo conveniente: processore Qualcomm Snapdragon 821 (lo stesso a bordo del costoso Google Pixel), 4 GB di RAM, display Full HD da 5,5 pollici per 399 dollari di spesa. Il più conveniente Le S3 ha un processore meno potente ma 3 GB di RAM, stessa diagonale e risoluzione dello schermo, batteria da 3000 mAh con ricarica rapida, fotocamere da 16 e 8 megapixel e sensore di impronte digitali per una spesa di 249 dollari.

(Foto: LeEco)

LeTV Box U4 è un set top box ultra portatile pensato per competere con il ChromeCast Ultra di Google. Offerto al prezzo di 79 dollari supporta i flussi video in 4K, ma a differenza del gadget di Mountain View funziona in modo indipendente dallo smartphone. L’offerta che può vantare è ancora molto spostata a oriente, ma presto sarà arricchita da contenuti in lingua inglese provenienti da Showtime, Lionsgate, MGM, Sling, Vice, The Travel Channel, Awesomeness TV, Machinima, Mitú, Magnolia Pictures e altri.

(Foto: LeEco)

I nuovi TV presentati sono quattro e coprono tutte le fasce di prezzo: dall’economico (649 dollari) Super4 X43 Pro al bestiale uMax85 con diagonale da 85 pollici e prezzo di 4999 dollari, tutti supportano la riproduzione di contenuti in 4K e lo standard HDR, vantano altoparlanti Harman Kardon e montano processori quad core con GPU incorporata e almeno 3 GB di RAM. Il sistema operativo a bordo è Android TV e i contenuti sono e saranno gli stessi in arrivo sul set top box oltre a quelli presenti sulle app del Play Store.

(Foto: LeEco)

Non mancano però neanche i prodotti sperimentali. Explore VR è un visore per la realtà virtuale in plastica che ricorda molto quelli già lanciati da tempo da diversi avversari — Samsung Gear VR incluso — ma che è dotato di accelerometri e sensori interni per essere più preciso. Sarà compatibile con Le Pro 3 e arriverà sul mercato il 2 novembre. Il prezzo non è ancora stato annunciato, ma non è difficile immaginarlo minore di quello del rivale coreano.

LeEco Explore VR

La Super Bike è un altro gadget senza data di rilascio né prezzo negli Stati Uniti, ma ugualmente interessante: presentata come prototipo al CES del gennaio scorso, incorpora allarmi, sistema di tracciamento e sblocco con impronte digitali, un cambio a 30 marce, illuminazione incorporata e un display da 4 pollici di diagonale sul manubrio per la navigazione GPS, gli allenamenti, la comunicazione tra veicoli e la riproduzione musicale.

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LeEco Super Bike (Foto: LeEco)

LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: LeEco)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)

Ultima e probabilmente più interessante è la scommessa che LeEco sta facendo nel campo dei veicoli elettrici. Che l’azienda fosse interessata a quest’ambito è chiaro da mesi, ovvero da quando è risultata tra gli investitori della startup californiana Faraday Future.

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Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)

Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 Una pinna trasparente si allunga dall’abitacolo alla coda, per aumentare l’aerodinamicità (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 Il prototipo <a href=”http://www.wired.it/gadget/motori/2016/01/05/ces-2016-faraday-future-presenta-ffzero1-concept-elettrico-1000-cavalli/”>FFZERO1</a> ha un motore da 1000 cavalli completamente elettrico ed è in grado di raggiungere i 100 km/h da ferma in meno di tre secondi (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)

Nel corso dell’ultimo evento, però, è stata svelata anche una concept car di produzione interna, LeSee Pro: un’auto a guida autonoma con volante a scomparsa che includerà un sistema di intrattenimento basato ovviamente sui contenuti prodotti e distribuiti dalla società.

(Foto: The Verge)

Del prezzo e della data di arrivo sul mercato non si sa ancora nulla, ma sembra che il veicolo sia pensato per fare parte di un servizio di trasporto passeggeri in stile Uber, ma senza autisti.

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Lorenzo Longhitano

Serie in streaming, gadget e veicoli autonomi: ecco chi sono i cinesi di LeEco

(Foto: LeEco)

Prepariamoci a sentire parlare sempre più spesso di LeEco, società cinese come nessun’altra, ma che come molte altre conterranee ha intrapreso recentemente il suo progetto di conquista dell’occidente. Con l’evento tenutosi la scorsa settimana a San Francisco, il gruppo ha annunciato l’arrivo negli Stati Uniti di una serie di prodotti impressionante non tanto per numero quanto per varietà. Telefoni, contenuti digitali, TV, un visore per la realtà virtuale, un set top box, una bici elettrica e perfino un concept per un’auto a guida autonoma sono stati al centro degli annunci dell’evento californiano durato più di due ore.

Nato in Cina dall’imprenditore Jia Yueting come semplice portale video nel 2004, sotto il nome LeTV il gruppo ha impiegato qualche anno a farsi conoscere, fino a quando il suo servizio di streaming ha iniziato finalmente a riscuotere successo. Definita dai media erroneamente “la Netflix cinese” (semmai è vero il contrario) ora la piattaforma offre 6mila film e 120mila puntate di serie TV tra le quali spiccano diverse produzioni proprie, ma è solo uno dei tasselli di ciò che è oggi LeEco.

LeEco content

Negli ultimi due anni infatti l’azienda ha potuto utilizzare i suoi contenuti come base per la vendita di prodotti di diverso tipo, come telefoni e TV: nel 2015 è arrivato il primo smartphone e nel 2016 il cambio di nome in LeEco ha reso chiaro definitivamente che le ambizioni del gruppo erano quelle di creare un ecosistema di prodotti coerente e unitario. Quest’estate la società ha acquisito per due miliardi di dollari il produttore di TV statunitense Vizio proprio per espandersi più agilmente negli USA e oltre.

 

(Foto: LeEco)

La crescita in patria è stata impetuosa, tanto che LeEco oggi si definisce un mix tra Apple, Amazon, Paramount Pictures, Tesla, Uber e Netflix. Immodestia a parte, effettivamente oggi la società progetta smartphone, vende online tramite il suo store LeMall, produce contenuti video propri, è entrato nel business dei veicoli elettrici e continua a crescere nel segmento dello streaming online. A differenza di molti dei soggetti chiamati in causa nel paragone però — e in modo più simile all’approccio adottato dai conterranei di Xiaomi — i suoi prodotti di massa sembrano più mirati a chi fa attenzione al portafogli.

(Foto: LeEco)

I gadget lanciati negli Stati Uniti ne sono una testimonianza: lo smartphone portabandiera del gruppo, Le Pro3, ha tutte le caratteristiche del telefono bomba dal prezzo conveniente: processore Qualcomm Snapdragon 821 (lo stesso a bordo del costoso Google Pixel), 4 GB di RAM, display Full HD da 5,5 pollici per 399 dollari di spesa. Il più conveniente Le S3 ha un processore meno potente ma 3 GB di RAM, stessa diagonale e risoluzione dello schermo, batteria da 3000 mAh con ricarica rapida, fotocamere da 16 e 8 megapixel e sensore di impronte digitali per una spesa di 249 dollari.

(Foto: LeEco)

LeTV Box U4 è un set top box ultra portatile pensato per competere con il ChromeCast Ultra di Google. Offerto al prezzo di 79 dollari supporta i flussi video in 4K, ma a differenza del gadget di Mountain View funziona in modo indipendente dallo smartphone. L’offerta che può vantare è ancora molto spostata a oriente, ma presto sarà arricchita da contenuti in lingua inglese provenienti da Showtime, Lionsgate, MGM, Sling, Vice, The Travel Channel, Awesomeness TV, Machinima, Mitú, Magnolia Pictures e altri.

(Foto: LeEco)

I nuovi TV presentati sono quattro e coprono tutte le fasce di prezzo: dall’economico (649 dollari) Super4 X43 Pro al bestiale uMax85 con diagonale da 85 pollici e prezzo di 4999 dollari, tutti supportano la riproduzione di contenuti in 4K e lo standard HDR, vantano altoparlanti Harman Kardon e montano processori quad core con GPU incorporata e almeno 3 GB di RAM. Il sistema operativo a bordo è Android TV e i contenuti sono e saranno gli stessi in arrivo sul set top box oltre a quelli presenti sulle app del Play Store.

(Foto: LeEco)

Non mancano però neanche i prodotti sperimentali. Explore VR è un visore per la realtà virtuale in plastica che ricorda molto quelli già lanciati da tempo da diversi avversari — Samsung Gear VR incluso — ma che è dotato di accelerometri e sensori interni per essere più preciso. Sarà compatibile con Le Pro 3 e arriverà sul mercato il 2 novembre. Il prezzo non è ancora stato annunciato, ma non è difficile immaginarlo minore di quello del rivale coreano.

LeEco Explore VR

La Super Bike è un altro gadget senza data di rilascio né prezzo negli Stati Uniti, ma ugualmente interessante: presentata come prototipo al CES del gennaio scorso, incorpora allarmi, sistema di tracciamento e sblocco con impronte digitali, un cambio a 30 marce, illuminazione incorporata e un display da 4 pollici di diagonale sul manubrio per la navigazione GPS, gli allenamenti, la comunicazione tra veicoli e la riproduzione musicale.

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LeEco Super Bike (Foto: LeEco)

LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: LeEco)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)

Ultima e probabilmente più interessante è la scommessa che LeEco sta facendo nel campo dei veicoli elettrici. Che l’azienda fosse interessata a quest’ambito è chiaro da mesi, ovvero da quando è risultata tra gli investitori della startup californiana Faraday Future.

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Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)

Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
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Faraday Future FFZERO1 Una pinna trasparente si allunga dall’abitacolo alla coda, per aumentare l’aerodinamicità (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
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Faraday Future FFZERO1 Il prototipo <a href=”http://www.wired.it/gadget/motori/2016/01/05/ces-2016-faraday-future-presenta-ffzero1-concept-elettrico-1000-cavalli/”>FFZERO1</a> ha un motore da 1000 cavalli completamente elettrico ed è in grado di raggiungere i 100 km/h da ferma in meno di tre secondi (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)

Nel corso dell’ultimo evento, però, è stata svelata anche una concept car di produzione interna, LeSee Pro: un’auto a guida autonoma con volante a scomparsa che includerà un sistema di intrattenimento basato ovviamente sui contenuti prodotti e distribuiti dalla società.

(Foto: The Verge)

Del prezzo e della data di arrivo sul mercato non si sa ancora nulla, ma sembra che il veicolo sia pensato per fare parte di un servizio di trasporto passeggeri in stile Uber, ma senza autisti.

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Serie in streaming, gadget e veicoli autonomi: ecco chi sono i cinesi di LeEco

(Foto: LeEco)

Prepariamoci a sentire parlare sempre più spesso di LeEco, società cinese come nessun’altra, ma che come molte altre conterranee ha intrapreso recentemente il suo progetto di conquista dell’occidente. Con l’evento tenutosi la scorsa settimana a San Francisco, il gruppo ha annunciato l’arrivo negli Stati Uniti di una serie di prodotti impressionante non tanto per numero quanto per varietà. Telefoni, contenuti digitali, TV, un visore per la realtà virtuale, un set top box, una bici elettrica e perfino un concept per un’auto a guida autonoma sono stati al centro degli annunci dell’evento californiano durato più di due ore.

Nato in Cina dall’imprenditore Jia Yueting come semplice portale video nel 2004, sotto il nome LeTV il gruppo ha impiegato qualche anno a farsi conoscere, fino a quando il suo servizio di streaming ha iniziato finalmente a riscuotere successo. Definita dai media erroneamente “la Netflix cinese” (semmai è vero il contrario) ora la piattaforma offre 6mila film e 120mila puntate di serie TV tra le quali spiccano diverse produzioni proprie, ma è solo uno dei tasselli di ciò che è oggi LeEco.

LeEco content

Negli ultimi due anni infatti l’azienda ha potuto utilizzare i suoi contenuti come base per la vendita di prodotti di diverso tipo, come telefoni e TV: nel 2015 è arrivato il primo smartphone e nel 2016 il cambio di nome in LeEco ha reso chiaro definitivamente che le ambizioni del gruppo erano quelle di creare un ecosistema di prodotti coerente e unitario. Quest’estate la società ha acquisito per due miliardi di dollari il produttore di TV statunitense Vizio proprio per espandersi più agilmente negli USA e oltre.

 

(Foto: LeEco)

La crescita in patria è stata impetuosa, tanto che LeEco oggi si definisce un mix tra Apple, Amazon, Paramount Pictures, Tesla, Uber e Netflix. Immodestia a parte, effettivamente oggi la società progetta smartphone, vende online tramite il suo store LeMall, produce contenuti video propri, è entrato nel business dei veicoli elettrici e continua a crescere nel segmento dello streaming online. A differenza di molti dei soggetti chiamati in causa nel paragone però — e in modo più simile all’approccio adottato dai conterranei di Xiaomi — i suoi prodotti di massa sembrano più mirati a chi fa attenzione al portafogli.

(Foto: LeEco)

I gadget lanciati negli Stati Uniti ne sono una testimonianza: lo smartphone portabandiera del gruppo, Le Pro3, ha tutte le caratteristiche del telefono bomba dal prezzo conveniente: processore Qualcomm Snapdragon 821 (lo stesso a bordo del costoso Google Pixel), 4 GB di RAM, display Full HD da 5,5 pollici per 399 dollari di spesa. Il più conveniente Le S3 ha un processore meno potente ma 3 GB di RAM, stessa diagonale e risoluzione dello schermo, batteria da 3000 mAh con ricarica rapida, fotocamere da 16 e 8 megapixel e sensore di impronte digitali per una spesa di 249 dollari.

(Foto: LeEco)

LeTV Box U4 è un set top box ultra portatile pensato per competere con il ChromeCast Ultra di Google. Offerto al prezzo di 79 dollari supporta i flussi video in 4K, ma a differenza del gadget di Mountain View funziona in modo indipendente dallo smartphone. L’offerta che può vantare è ancora molto spostata a oriente, ma presto sarà arricchita da contenuti in lingua inglese provenienti da Showtime, Lionsgate, MGM, Sling, Vice, The Travel Channel, Awesomeness TV, Machinima, Mitú, Magnolia Pictures e altri.

(Foto: LeEco)

I nuovi TV presentati sono quattro e coprono tutte le fasce di prezzo: dall’economico (649 dollari) Super4 X43 Pro al bestiale uMax85 con diagonale da 85 pollici e prezzo di 4999 dollari, tutti supportano la riproduzione di contenuti in 4K e lo standard HDR, vantano altoparlanti Harman Kardon e montano processori quad core con GPU incorporata e almeno 3 GB di RAM. Il sistema operativo a bordo è Android TV e i contenuti sono e saranno gli stessi in arrivo sul set top box oltre a quelli presenti sulle app del Play Store.

(Foto: LeEco)

Non mancano però neanche i prodotti sperimentali. Explore VR è un visore per la realtà virtuale in plastica che ricorda molto quelli già lanciati da tempo da diversi avversari — Samsung Gear VR incluso — ma che è dotato di accelerometri e sensori interni per essere più preciso. Sarà compatibile con Le Pro 3 e arriverà sul mercato il 2 novembre. Il prezzo non è ancora stato annunciato, ma non è difficile immaginarlo minore di quello del rivale coreano.

LeEco Explore VR

La Super Bike è un altro gadget senza data di rilascio né prezzo negli Stati Uniti, ma ugualmente interessante: presentata come prototipo al CES del gennaio scorso, incorpora allarmi, sistema di tracciamento e sblocco con impronte digitali, un cambio a 30 marce, illuminazione incorporata e un display da 4 pollici di diagonale sul manubrio per la navigazione GPS, gli allenamenti, la comunicazione tra veicoli e la riproduzione musicale.

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LeEco Super Bike (Foto: LeEco)

LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: LeEco)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)LeEco Super Bike
LeEco Super Bike (Foto: Maurizio Pesce / Wired)

Ultima e probabilmente più interessante è la scommessa che LeEco sta facendo nel campo dei veicoli elettrici. Che l’azienda fosse interessata a quest’ambito è chiaro da mesi, ovvero da quando è risultata tra gli investitori della startup californiana Faraday Future.

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Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)

Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 Una pinna trasparente si allunga dall’abitacolo alla coda, per aumentare l’aerodinamicità (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 Il prototipo <a href=”http://www.wired.it/gadget/motori/2016/01/05/ces-2016-faraday-future-presenta-ffzero1-concept-elettrico-1000-cavalli/”>FFZERO1</a> ha un motore da 1000 cavalli completamente elettrico ed è in grado di raggiungere i 100 km/h da ferma in meno di tre secondi (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)Faraday Future FFZERO1
Faraday Future FFZERO1 (foto: Maurizio Pesce / Wired)

Nel corso dell’ultimo evento, però, è stata svelata anche una concept car di produzione interna, LeSee Pro: un’auto a guida autonoma con volante a scomparsa che includerà un sistema di intrattenimento basato ovviamente sui contenuti prodotti e distribuiti dalla società.

(Foto: The Verge)

Del prezzo e della data di arrivo sul mercato non si sa ancora nulla, ma sembra che il veicolo sia pensato per fare parte di un servizio di trasporto passeggeri in stile Uber, ma senza autisti.

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Lorenzo Longhitano

Bruce Springsteen aveva scritto una canzone per Harry Potter

(foto: Getty Images)

Bruce Springsteen, uno dei musicisti più noti e acclamati al mondo, aveva scritto una canzone per il Potterverse che non è mai stata inclusa nei film dedicati al mago di JK Rowling. Lo dichiara il Boss stesso in una recente intervista radiofonica a Bbc Radio 2 legata alla promozione del suo libro autobiografico Born to Run.

Incredibile? Decisamente. Springsteen racconta di aver composto una ballata per la saga cinematografica basata su Harry Potter (durata per dieci anni, dal 2001 al 2011) pensando al suo figlio più grande. Secondo il cantautore si tratta – ovviamente – di una canzone di valore e, esprimendo il suo rammarico, specifica che gli piacerebbe trovasse posto in qualche film per bambini. È intitolata I’ll Stand By You Always

Adesso vogliamo ascoltarla, però.

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Marina Pierri

Le strisce pedonali diventano opere d’arte

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Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)

Funnycross di Christo Guelov
Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)Funnycross di Christo Guelov
Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)Funnycross di Christo Guelov
Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)Funnycross di Christo Guelov
Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)Funnycross di Christo Guelov
Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)Funnycross di Christo Guelov
Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)Funnycross di Christo Guelov
Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)Funnycross di Christo Guelov
Funnycross di Christo Guelov (Foto: Rafael Perez Martinez)

Anche le solitamente noiose strisce pedonali possono trasformarsi in opere d’arte. E no, questa volta i Beatles e le loro copertine non c’entrano. Il progetto Funnycross è infatti opera dell’artista bulgaro Christo Guelov, che ha deciso di sfruttare gli spazi delle classiche linee bianche dipinte sull’asfalto per dare vita a coloratissimi mondi popolati di bolle, triangoli e decorazioni varie ed eventuali.

Succede, per la precisione, in quel di Madrid, dove alcuni attraversamenti pedonali sono stati rivoluzionati con qualche sapiente tocco di colore, acquistando inevitabilmente tutto un altro fascino. Il motivo? Un restyling estetico, certo, ma non solo. Secondo Guelov evidenziare le strisce bianche con decorazioni ad hoc potrebbe aiutare in qualche modo a richiamare l’attenzione degli autisti. Garantendo così un attraversamento più sicuro (e decisamente più bello) ai pedoni di passaggio.

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Filippo Piva

StMicroelectronics, i sindacati spingono per passare ai 12 pollici

Lavoratori della StMicroelectronics (foto Fim Cisl)

Se ne discute dal 2008: aprire una linea test per fette di silicio da 12 pollici nello stabilimento di StMicroelectronics ad Agrate Brianza, alle porte di Milano. E ora i sindacati sono in pressing sul management italiano del colosso italo-francese del microchip per avviare una produzione pilota. Tempi certi, una risposta entro fine anno. Il 12 pollici è lo standard più evoluto di taglio delle fette di silicio. Pari a 300 millimetri, contro gli attuali 200 millimetri degli 8 pollici che già si producono ad Agrate. Ma una fetta più grande offre un maggior numero di scaglie di silicio da incapsulare nei microchip. Un semilavorato utile alla microelettronica che, insieme alle nanotecnologie, guida l’evoluzione delle meccanica verso l’industria 4.0.

Investimento di prospettiva quindi. “I dispositivi per l’Internet of things hanno collegamenti sensoristici che prevedono che si vada oltre gli 8 pollici”, spiega Marco Bentivogli, segretario generale di Fim Cisl, la federazione dei metalmeccanici. Ossia verso i 12 pollici. Che StMicroelectronics sta già sperimentando in Francia. Il governo francese e quello italiano sono soci del gruppo, con una quota paritetica del 13,5%, “ma sembra che la nostra quota valga di meno”, attacca Bentivogli.

Stm ha le spalle larghe. Ha superato la perdita di un cliente come Nokia, che pesava per il 20% sui 9 miliardi di dollari di fatturato del gruppo, ed è riuscita a incassare il colpo della cessione delle memorie a Micron, che ha fatto perdere quote di mercato. Ma in un mercato dove il low cost fa una concorrenza agguerrita, la spinta dei sindacati è a mettere al riparo il business su linee più evolute. Come i 12 pollici.

Gli 8 pollici che si fanno ad Agrate si fanno ovunque”, chiosa Bentivogli. “Già avere una linea pilota ci permette di mantenere la testa”, osserva Luca Colonna, segretario nazionale Uilm. “Sarebbe un’aggiunta alle produzioni di 8 pollici – prosegue – per testare prodotti nuovi su una linea più avanzata”.

L’obiettivo di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm è di ottenere una risposta dai vertici di Stm entro la fine dell’anno e sono pronti a coinvolgere nella partita anche il governo. Carmelo Papa, amministratore delegato della filiale italiana del gruppo, che dà lavoro a circa 5.500 persone, non ha risposto di no alla proposta ma è cauto. Prima di mettere in piedi la linea produttiva, acquistare i nuovi macchinari e avviare il test – è la sua linea – bisogna essere sicuri che ci siano clienti pronti ad acquistare.

Il 2017 potrebbe essere l’anno giusto per iniziare a sperimentare le fette di silicio da 12 pollici, per un controvalore di circa 400 milioni di dollari di investimenti. Che in un passaggio a una produzione a regime potrebbe arrivare a 3-4 miliardi.

Nei giorni scorsi la Commissione europea ha dato il via libera all’investimento pubblico sull’ampliamento della linea da 8 pollici nello stabilimento di Catania. E per gli esperti della società di consulenza finanziaria Equita sim, lo stop di Samsung alla produzione del Galaxy Note 7 dopo i casi di esplosione non grava sul titolo di Stm in Borsa, perché il gruppo, fornitore di semiconduttori per gli smartphone della compagnia coreana, “ha una buona quota di mercato presso tutti gli altri produttori che gioveranno probabilmente di un aumento dei volumi“.

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Luca Zorloni

Ernest, il bot che ti fa parlare col tuo conto in banca

Ernest

Tenere sotto controllo le spese, sapere dove e come si impiega il proprio denaro, approntare un piano di risparmio per un investimento futuro, un’automobile oppure una casa. Ernest è una starup italiana nata da un’idea Niall Bellabarba, Lorenzo Sicilia e Cristoforo Mione. “Ernest è più evoluto di un’app bancaria, perché suddivide le spese in 14 categorie ed è già in grado di imparare quali spese fa chi lo usa”, dice Bellabarba. Co-fondatore di Ernest e managing director, è migrato nel Regno Unito una ventina di anni fa e ha lavorato 4 anni per BlackRock, importante società di investimento, un’esperienza che lo ha portato a comprendere come finanza e tecnologia non siano più scindibili e che, senza la giusta cultura finanziaria, la pianificazione è complicata e spesso vana.

Ernest è in grado di sviluppare piani di risparmio personalizzati per gli investimenti futuri: Dotato di Intelligenza Artificiale, è in grado di rispondere a diversi tipi di domande. Ad esempio, sa quanto è stato speso solo in acquisti online, oppure in un determinato ristorante. “Ernest diventa un coach che aiuta ogni giorno nella gestione delle finanze”.

Il modello di business è di tipo Freemium, gratuito nella versione base e a pagamento per godere delle funzioni più evolute, tra cui il monitor costante del mercato, alla ricerca di tariffe più vantaggiose per le spese correnti quali luce, gas, telefonia e assicurazioni. È anche in grado di collegarsi a più servizi ebanking intestati alla stessa persona, assumendo quindi più informazioni sullo stato finanziario di chi ne fa uso, funzionalità comoda per i nuclei familiari. Le tariffe per chi dovesse scegliere la modalità a pagamento non sono ancora note ma, dice Niall Bellabarba, saranno importi piccoli.

Al momento Ernest è su Facebook Messenger ed è gratuito, in futuro sarà disponibile su altre piattaforme e servizi. A fine ottobre sarà anche online, sul sito ernest.ai. È disponibile anche per le banche, per diventare uno strumento B2B e raggiungere così un numero maggiore di utenti.

Sembra una missione ambiziosa ma, in realtà, ha una sua attendibilità. Nel contesto bancario attuale, dove imperano tassi decisamente bassi, diminuire i costi diventa cruciale. Ernest è in grado di svolgere molti dei compiti normalmente erogati dai customer service delle banche. “Diverse banche hanno già mostrato interesse per Ernest: abbiamo contatti in Europa, in Italia e in Africa, ma ne vorremmo di più”, continua Niall Bellabarba.

Per il momento il bot parla solo in inglese e renderlo poliglotta è uno dei motivi per cui la startup intende lanciare un round di finanziamento di 2,5 milioni di sterline (2,75 milioni di euro circa), denaro utile anche all’espansione in Europa e lo sviluppo del bot stesso. Questo round si aggiunge al primo, di 300mila dollari erogati da business angel londinesi, chiuso a maggio e necessario per le prime spese. “Una parte dei soldi servirà ad assumere sviluppatori e a implementare il servizio clienti e le strategie di marketing”, conclude Bellabarba.

Gestire le spese quotidiane e il risparmio è il presente di Ernest, in futuro potrà anche consigliare quali investimenti fare per combattere o lenire gli effetti dell’inflazione.

Che la finanza stia diventano sempre più materia tecnologica lo dimostrano i numeri raccolti da Accenture che ha registrato, nel primo trimestre del 2016, investimenti globali nel FinTech per 5,3 miliardi di dollari, in crescita del 67% rispetto allo stesso periodo del 2015. A guidare la crescita Europa e Asia.

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Giuditta Mosca